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"Dalla padella alla brace" è il commento di Jordi Calvet Torrents, l'amministratore di un'azienda di noleggio slot a Perugia che torna sul caso Bastia dove il sindaco fa la guerra alle "macchinette" nei circoli. Calvet Torrents chiede l'intervento delle associazioni di settore per mettere un punto al contraddittorio da lui giudicato grave e offensivo nei confronti degli operatori del gioco. A seguire, il suo intervento: "Tutti attendevamo con interesse l'esito della riunione voluta dal Sindaco del Comune di Bastia Umbra Ansideri e i Presidenti dei centri sociali. Poche erano le aspettative da parte dei gestori e degli esercenti ed effettivamente il Sindaco non ha smentito il nostro comune sentire: divieto di gioco lecito a tutti i costi e in tutti i posti!! Come oramai noto la battaglia di Ansideri al gioco legale, autorizzato dallo Stato, è iniziata lo scorso giugno con una campagna diffamatoria che ha visto definire il gioco legale come gioco d'azzardo: sull'onda della sensibilizzazione dei cittadini invitati mediaticamente a prendere una posizione netta contro le new slot, il 16 giugno 2010 il Sindaco invia a tutti i circoli una lettera - di invito - con cui vieta l'esercizio del gioco tramite new slot pena il recesso dalle convenzioni in atto. Ed oggi la riunione, da quanto riferito dai partecipanti, è iniziata con la esibizione del primo trofeo conquistato dal Sindaco Ansideri: è stata mostrata la prima nuova convenzione che dispone il divieto di detenere apparecchi tipo comma 6/a sottoscritta da uno dei centri sociali che per primo ha dovuto firmarla, senza contraddittorio, per cambio di gestione. Il Sindaco ha proseguito il dibattito facendo erroneamente riferimento al caso di Empoli ove, secondo lui, altro Sindaco avrebbe vietato il gioco legale dello Stato: anche in questo caso Ansideri, come in precedenza già ha fatto parlando di gioco d'azzardo, ha diffuso un messaggio non veritiero visto che nel Comune di Empoli sono state adottate delle misure volte a regolare esclusivamente gli orari per il gioco tramite slot machine. Il dott. Ansideri, che nei giorni scorsi si è definito detentore dei principi di etica pubblica, con il divieto di gioco legale all'interno dei centri sociali si è posto sia al di là della legge, che consente l'esercizio del gioco tramite slot machine e lo autorizza all'interno dei circoli, che della politica della maggioranza di governo attualmente alla guida dello Stato italiano: "faccio una politica contro l'ideale del partito nazionale....voglio essere un esempio per gli altri sindaci". E' evidente l'ambizioso progetto di Ansideri, appartenente al PDL - che regge per la prima volta il Comune da solo un anno -: essere d'esempio per tutti sindaci andando anche contro l'ideale del partito nazionale perseguendo "l'unico obiettivo che lo appassiona" e cioè la guerra al gioco lecito di Stato. E così nella riunione detta le linee della sua politica moralizzatrice: inizierà a proibire il gioco lecito nei centri sociali ("perchè da qualche parte si deve pure iniziare") per arrivare ad adottare provvedimenti di limitazione e riduzione del gioco tramite new slot anche negli esercizi privati quali bar, sale da gioco, in circoli privati. Una delle motivazioni "dichiarate" della campagna contro il gioco è la dipendenza da slot nei minori di età: nuovamente il Sindaco, leggendo un passo di una ricerca, sottolinea che in Umbria ci sarebbero 16.000 ragazzi dipendenti da gioco lecito tra cui anche minori (senza indicare il numero precisi dei soggetti minori affetti da tale disturbo). A sostegno della campagna di sensibilizzazione contro il gioco è intervenuto anche un altro esponente delle istituzioni bastiole Francesco Fratellini che definisce il gioco lecito "PIAGA SOCIALE". E' chiaro che il caso di Bastia Umbra stia assumendo una rilevante gravità: ritengo opportuno che le associazioni di categoria prendano una posizione netta soprattutto alla luce delle dichiarazioni fatte poche ore fa dal Sindaco e che si allertino anche gli esponenti del Governo centrale affinchè diano continuità al progetto politico in materia di gioco lecito dello Stato, che ha comportato rilevanti investimenti da parte di noi operatori, e lo facciano attuare soprattutto ai propri esponenti a livello territoriale. Sottolineo nuovamente la precarietà della posizione di noi noleggiatori che ogni giorno subiamo sempre più profonde offese alla nostra etica professionale, alla nostra attività legalmente svolta, con pregiudizio rilevante anche alle nostre entrate in un "bilancio" sempre più sproporzionato a favore delle "uscite"!"
Claudia Cencini - 27/07/2010 - 10:00
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