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Un progetto complessivo per rilanciare gli spettacoli viaggianti. Non si trovano però le risorse da investire, persino per organizzare gli incontri di Alessandra Contini "Per noi la crisi comincia ora". Parola di giostrai che escono già da un anno con il segno meno, il 2009. E l'inizio 2010 non è stato dei migliori. Le abbondanti piogge della stagione invernale hanno messo a dura prova gli affari degli spettacoli viaggianti. L'inizio della bella stagione di solito segna la ripresa del lavoro per gli spettacoli viaggianti, ma al momento si pensa ai problemi. Sono i dati a parlare con il calo degli ingressi registrati tra il 2008 e il 2009. oltre al fatto che la concorrenza comincia "a farsi sentire - afferma Giuliano Vidali vicesegretario nazionale Snav Cgil - e che le piccole giostrine che oramai si trovano in ogni spazio commerciale o stabilimento balneare attraggono sempre più bambini a discapito dei Luna park". Inoltre anche l'applicazione del decreto sulla sicurezza non facilita il lavoro. "Non c'è ancora chiarezza e neanche un agire comune da parte delle commissioni di vigilanza". Su questo punto interviene un altro giostraio da anni sulle piazze italiane, Licio Cavaliere, impegnato in questo periodo nel tradizionale luna park di Udine che ad ogni primavera viene allestito nella città friulana. "Da queste parti - afferma - si avvertono maggiormente i problemi legati all'applicazione del decreto sulla sicurezza. Sembra che quando c'è da colpire qualche settore ce la mettono tutta per affondarla ed è sempre la nostra. Dobbiamo pagare tutto a spese nostre: le verifiche e i collaudi previsti dal nuovo decreto. Inoltre si fa sempre più fatica ad avere le aree comunali per allestire le giostre". Per far fronte ai vari problemi ancora aperti era stata richiesta anche la convocazione di un tavolo tra le parti coinvolte. Ma a detta dei sindacati per realizzare un lavoro del genere servono i soldi, richiesta emersa nel febbraio scorso. Pronta la risposta di Ancasvi, l'associazione nazionale costruttori attrezzature spettacoli viaggianti. Il presidente Andrea Munari ha detto di aver presieduto il 1° tavolo di riunione preparatorio tenutosi nella sede della Camera di Commercio di Reggio Emilia il 30 novembre scorso. "Sono stati invitati tutti gli attori del mondo del divertimento. Non tutti hanno risposto o presenziato. Ho richiesto - sostiene Munari - che le categorie: costruttori, esercenti e associazioni di categoria, mettessero a disposizione un budget di 3000 euro per fare fronte alle prime spese e di 9000 euro per dare inizio al progetto. Le associazioni degli esercenti hanno preso tempo per poi segnalare che preferivano rinviare perché troppo presi dall'emergenza applicazione del decreto sulla sicurezza. Il consorzio Fun Ita Export e l'associazione dei costruttori Ancasvi si sono detti disponibili a contribuire a questo fondo. Siamo in attesa di definire con la Cna e le associazioni industriali come proseguire. Credo che i fondi ci siano, a tutti i livelli, è inconcepibile ed irrazionale non dare inizio concreto a questo progetto, non può che portare dei benefici a tutti". Vidali affonda: "La prossima stagione la vedo dura anche perchè non ci sono neanche i soldi per acquistare le nuove giostre. Quelle allestite nei bar, centri commerciali ed altri costano troppo dai 3.000 ai 5.000 euro. E noi non ci possiamo permettere neanche quelle".
Vai con Varese Nonostante i problemi i giostrai si preparano per la stagione estiva. Si comincia nel Nord Italia dove sono stati allestiti i luna park di Varese, Como e Lecco. Altro appuntamento da non perdere per gli amanti del genere l'apertura del tradizionale luna park di primavera ad Udine, inaugurato il 28 marzo e che si tiene fino al 13 aprile in piazza Primo Maggio. Un appuntamento di rilievo e che porta ad Udine 45 giostrai.
I dolori delle giostrine Mentre gli addetti agli spettacoli viaggianti si interrogano sul futuro e denunciano la crisi che sta interessando il settore, ad Enada Primavera è stato lanciato l'allarme, in un convegno, sul futuro delle piccole giostrine a seguito dell'entrata in vigore "di una norma che considera anche un calciobalilla come spettacolo viaggiante per lo più utilizzati da stabilimenti balneari, centri commerciali, villaggi turistici, bar e anche parrocchie". Si tratta di quegli allestimenti che sono lo spettro degli spettacolisti viaggianti, visto che ne temono la concorrenza. L'Sos è arrivato dall'incontro organizzato da Cna Play Areas, nuova associazione patrocinata da Cna Forlì-Cesena e da Cna Produzione Nazionale, formata dalle imprese produttrici e importatrici di giochi gonfiabili, nonché dai gestori di aree gioco attrezzate. Il decreto legislativo 18.5.2007 elenca questi giochi nell'ambito di quelli utilizzati dalle imprese del settore dei luna park. "La situazione è drammatica - ha affermato Andrea Di Betta, imprenditore del settore - di stallo completo. Siamo arrivati al paradosso di dover applicare la targhetta ‘spettacolo viaggiante' al calciobalilla. Il legislatore ha deciso di considerare uno stabilimento balneare come un luna park. Ogni singolo gonfiabile deve essere autorizzato da una commissione di vigilanza composta da ingegneri, medici, esperti di sicurezza, quando basterebbe richiedere che il gioco sia conforme alle norme di sicurezza e certificato dagli istituti preposti".
Alessandra Contini - 01/04/2010 - 16:18
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