|
Una nuova generazione di videogiochi dice stop alla frenesia e punta a coinvolgere il giocatore in vere e propri thriller psicologici di Ornella D'Angelo Controllare i videogiochi con le emozioni. È il nuovo orizzonte del settore videoludico che ha sempre più l'obiettivo di rendere il giocatore regista e attore protagonista del titolo. Videogame che sembrano essere sempre più simili a film o serie televisive e cinematografiche e che influiscono sui sentimenti dei giocatori, provocando delle vere e proprie reazioni emotive. Questo aspetto è anche al centro del lavoro di casa Sony che ha recentemente depositato il brevetto di una tecnologia in grado di consentire agli utenti di interagire con i giochi semplicemente ridendo o essendo tristi. Ciò sarebbe possibile attraverso la PlayStation Eye camera, strumento in grado di rilevare le espressioni del viso, ed un microfono per riconoscere i suoni quali risate ecc. Tuttavia, per l'applicazione pratica della nuova tecnologia si dovrà ancora attendere un po'. Ma, nel frattempo, iniziano a diffondersi sul mercato i primi videogame ‘emozionali', ovvero quelli in grado di agire sullo stato d'animo del giocatore, rendendolo, come detto, protagonista a tutti gli effetti della storia, e non solo grazie ai movimenti di un joypad, un cursore o altri dispositivi tecnici ma anche attraverso le proprie scelte razionali e gli stati d'animo. È il caso di Heavy Rain, titolo sviluppato da Quantic Dream, in esclusiva per PS3. Con questo videogame il confine tra film e videogioco diventa davvero molto sottile, quasi impercettibile. Si tratta di un thriller psicologico in cui la complessità della trama, la grafica qualitativamente elevata e il grado di interattività consentono di vivere un'esperienza di gioco in cui il giocatore diventa davvero protagonista della storia e può modificare con ogni singola scelta il corso degli eventi. Il videogioco è ambientato negli Stati Uniti, East Coast. Qui una serie di sparizioni e successivi omicidi, terrorizzano la città. Tutti i crimini avvengono con la medesima dinamica: le vittime vengono ritrovate annegate nell'acqua piovana con in mano un origami. Dagli indizi emerge che si possa trattare di omicidi seriali. L'‘assassino degli origami' continua ad agire e la polizia non riesce ad andare in fondo alla vicenda. Un'ulteriore sparizione porterà successivamente quattro individui che non hanno nessun legame tra loro a cimentarsi con un rischioso rompicapo. La soluzione sarà dettata delle diverse scelte che ogni singolo giocatore si troverà a compiere nel corso del gioco. A caratterizzare il videogioco è sicuramente la trama non lineare e l'elevato livello di interattività ma ciò che lo trasforma in un film interattivo è la qualità grafica e la ‘motion capture', tecnica usata per ricreare i movimenti dei personaggi virtuali del gioco al fine di renderlo realistico. Per la realizzazione di Heavy Rain si sono resi necessari 170 giorni di riprese, più di 70 attori e stuntman, oltre 2000 pagine di sceneggiatura, 3 anni di produzione, più di 240 persone coinvolte oltre agli attori e 30mila animazioni uniche. Dunque, un vero e proprio film. Il prossimo 21 maggio è invece prevista l'uscita di un altro videogioco che possiamo definire emozionale. Si tratta di Alan Wake, un action thriller psicologico di Remedy, ovvero gli sviluppatori della serie ‘Max Payne'. In questo nuovo titolo, in esclusiva per Xbox 360, i giocatori vestiranno i panni di Alan Wake, scrittore di libri suspense di successo colto dal blocco dello scrittore, il quale si rifugia in una piccola cittadina per risolvere il mistero della sparizione della sua fidanzata. Ambientato nell'ingannevole idillio della cittadina di Bright Falls - Washington, Alan Wake immerge i giocatori nel mondo cinematografico per esplorare ambienti realistici e interattivi. Il gioco è basato su una serie di missioni con una trama piena di suspense, pronta a svelare nuovi colpi di scena e rivelazioni a ogni passo. I giocatori dovranno interagire con personaggi dal carattere sfaccettato e cimentarsi nella risoluzione di enigmi e in intensi combattimenti contro nemici terrificanti. La caratteristica di Alan Wake è una trama profonda, psicologica e articolata inserita in un'atmosfera cinematografica,con situazioni verosimili e uno sviluppo in tempo reale. Caratterizzandosi come un intenso thriller psicologico, Alan Wake consente ai videogiochi di avvicinarsi ulteriormente al mondo reale. La struttura di gioco, basata su missioni, crea una narrativa a episodi che ricorda moltissimo le serie televisive drammatiche e fortemente strutturate, come Twin Peaks e X-Files. Alla progressione degli episodi, il gameplay si evolve per introdurre nuovi elementi e personaggi, aumentando il livello di difficoltà e azione del gioco. Format per storie Situazioni reali e scelte difficili possono essere vissute anche all'interno dei videogame. Fino a oggi i giocatori si erano invece limitati ad una serie piuttosto limitata di emozioni e stati d'animo: paura, eccitazione, ansia. Ora invece trama, storia e volontà/abilità del game designer sono in grado di immergere totalmente i giocatori nelle situazioni e di renderli dei veri registi. Si tratta in sostanza più che di semplici videogame, di format per raccontare storie.
Entrare nelle vite David Cage, ceo di Quantic Dream in merito a Heavy Rain ha dichiarato: "E' un videogioco diverso dagli altri, non si spara, non si guidano auto da corsa e non si ammazzano alieni. Qui si entra nella vita dei personaggi e occorre prendere decisioni che possono cambiare il corso degli eventi. Il nostro sforzo è stato quello di raccontare le emozioni, per questo ci siamo concentrati sul viso, sugli occhi, sulle pupille e sul movimento delle labbra degli attori, che sono stati ricoperti di sensori per muoversi negli ambienti simulando il contatto con gli oggetti".
Elisa Di Mattia - 01/04/2010 - 16:12
» Torna alla Home page
Ultime Notizie della Categoria Rivista
|