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Di Ponziano, il presidente della casa da gioco di Sanremo, boccia la proposta di nuovi casinò nei cinque stelle: "Già dovremo fare i conti con la concorrenza delle Vlt"
di Elisa Di Mattia Da quasi tre anni alla guida del Casinò di Sanremo, Donato Di Ponziano traccia un bilancio del lavoro svolto per il rilancio della casa da gioco. Non pochi gli obiettivi raggiunti, non senza difficoltà: dalla crisi economica con cui le case da gioco italiane devono ancora fare i conti, allo ‘spettro' Videolottery, fino al rischio di dover competere con i nuovi casinò che il ministro Brambilla vorrebbe aprire nei casinò a 5 stelle per rilanciare il turismo in Italia. Presidente, può farci un bilancio di questi anni alla guida della casa da gioco sanremese? "Il mio mandato è coinciso con la necessità di impostare un'opera di completa riorganizzazione dell'azienda per riuscire a progettare il ‘Nuovo Casinò di Sanremo', in grado di confrontarsi in maniera equilibrata con il mondo dell'entertainment, capace di proporsi al mercato con un ritrovato appeal e di attribuire nuovo prestigio al nome e all'immagine della città di Sanremo. Avremmo sicuramente voluto raggiungere risultati più importanti soprattutto in termini di introiti, ma non c'erano i presupposti economici, soprattutto a livello nazionale ed internazionale. Il mondo del gioco è in continua modificazione ed è importante per non uscire dal mercato intuire i nuovi gusti. E' quello che è accaduto con l'Hold'em Poker, la nuova ‘moda' delle carte che ci ha visto vincenti perché siamo partiti per primi. Abbiamo intuito che il pubblico si interessava a questo nuovo genere di sfide e siamo riusciti ad ospitare i campionati nazionali ed internazionali che ci hanno fatto conoscere e che hanno attratto verso la nostra casa da gioco una tipologia di clientela che ancora non avevamo. Stiamo parlando dei giocatori più giovani, la nuova generazione che apprezza un tipo di intrattenimento polifunzionale che spazia dal web ai tavoli da giochi". Videolottery: il casinò di Sanremo è intenzionato a concorrere da solo all'aggiudicazione della concessione. "Le confermo che da mesi abbiamo intrapreso l'analisi della nuova normativa di riferimento cercando di attivarci per partecipare a questa nuova opportunità. Abbiamo prima coinvolto i nostri rappresentanti amministrativi sul territorio per ottenere quel sostegno normativo a noi indispensabile e poi abbiamo costruito una nostra proposta. Siamo consci che non possiamo rimanere fuori da questa ulteriore fase del mondo del gioco, che rappresenta una forma di diretta concorrenza alla nostra offerta. Operiamo in sinergia con il nostro azionista di riferimento, con cui vogliamo condividere le prossime scelte in tema di politica di investimenti. Siamo stati il primo casinò a intraprendere questa strada". Nuovi casinò in Italia e ddl Brambilla. Crede sia un progetto fattibile? "Non vedo nell'apertura di nuove case da gioco soprattutto negli alberghi extra lusso, e quindi abbastanza ramificati sul territorio nazionale, la panacea di tutti i mali di cui soffre il nostro turismo. La rivalutazione delle potenzialità turistiche del paese Italia non può prescindere dall'integrazione di più componenti messe a sistema e perfettamente organizzate. Mi riferisco alla realizzazione di infrastrutture viarie e ludiche ma anche alla riqualificazione dei servizi, componenti basilari di qualsiasi offerta turistica. Non abbiamo certo bisogno di nuovi kursaal. Abbiamo già assistito al proliferare delle offerte di gioco che diventeranno con le videolotterie direttamente concorrenziali con gli attuali casinò. Forse bisognerebbe riflettere che il mercato appare già saturo e quindi investire nel turismo su altre direttrici, creando un progetto globale. Definirei quantomeno discutibile se non inopportuna l'ipotesi di aprire nuove case da gioco quando è sotto gli occhi di tutti che i ‘casinò diffusi' sono già presenti ovunque ed altri arriveranno con l'installazione delle Vlt. E' forse il momento di chiedersi se vogliamo davvero fare del nostro ‘Bel Paese' famoso per la cultura, per l'arte e per la musica la capitale internazionale del gioco d'azzardo". I casinò italiani hanno risentito fortemente della crisi economica. Come vede il futuro? "I casinò municipali italiani hanno fortemente risentito del periodo di congiuntura internazionale e nazionale registrando profonde e progressive contrazioni negli introiti. E' difficile trovare una ricetta unitaria per il settore. Ogni casa da gioco deve impostare la sua considerando il suo territorio, il bacino ricettivo turistico e le sue peculiarità. Reputo che la diversificazione sia la carta vincente. Il casinò di Sanremo ha basato le sue strategie aziendali sulla sua grande tradizione nel gioco lavorato, inserendosi al tempo stesso in maniera sempre più coinvolgente nei nuovi filoni dal gioco online, nelle moderne e tecnologiche macchine per arrivare a far interagire web e gioco, come accade con l'Hold'em poker e il poker online".
Elisa Di Mattia - 01/04/2010 - 16:10
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