Il lavoro del croupier vale all'estero tra i 1.200 e i 1.500 euro al mese, ma qui in Italia la situazione è diversa e rischia di far capitolare il settore proprio come è accaduto con Alitalia. Il problema è complesso: "Le condizioni attuali delle case da gioco nostrane - spiega Stefano Melani, general manager del Centro Formazione Croupier - non sono più sostenibili. Anche se io lavoro in Svizzera a Crans Montana e qui mi occupo prevalentemente di formazione e consulenza, so che dicendo questo vado contro gli interessi della mia categoria. Ma come si possono accettare, ad esempio, situazioni in cui i croupier sono 600 e rotti e durante la settimana aprono solo 10 tavoli? È assurdo: i dipendenti si mettono in malattia e praticamente vanno a lavorare quando gli pare. Va bene che devono essere 4 per tavolo, ma noi in Svizzera siamo anche meno e lavoriamo ugualmente bene. Non raccontiamoci storie".
A conti fatti, sull'azienda il fattore ‘compensi' può pesare un buon 25%, ma qui Italia, secondo molti, la ‘non sempre buona gestione amministrativa' può far salire la percentuale fino al 50%.