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Un ‘odi et amo' ormai consolidato quello dell'opinione pubblica nei confronti del mondo video ludico. Se Hans Zimmer, primo firmatario di colonne sonore holliwodiane passate alla storia (‘Il gladiatore', ‘La sottile linea rossa', ‘Il re leone'), ne difende lo spessore artistico e si rimette al buon senso al fine di riconoscere i videogames come una vera e propria forma d'arte, in Inghilterra si cerca di limitare i ‘danni'e nasce la prima clinica per videogiochi-dipendenti. Al Broadway Lodge, un centro di riabilitazione presso Weston-super-Mare, è stato inserito un nuovo programma dedicato alle dipendenze da gioco: i pazienti ricoverati prenderanno parte a terapie di gruppo di vario genere, comprendenti tra l'altro la visione di filmati, la partecipazione ad attività ricreative e perfino trattamenti a carattere sanitario. Iniziativa che ha scatenato la reazione della Entertainment and Leisure Software Publishers Association: i videogiochi non provocherebbero dipendenza, anzi secondo il direttore generale Michael Rawlinson, questa forma di passatempo sempre più diffusa avrebbe sulla popolazione britannica un impatto senza dubbio positivo.
Valentina Capati - 05/11/2009 - 10:03
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