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"Il settore dei giochi e delle scommesse è, da sempre, quello che fa più gola alla criminalità organizzata". È il non invidiabile primato che si legge sull'XI rapporto di Sos Impresa ‘Le mani della criminalità sulle imprese', presentato stamattina nella sede romana della Confesercenti dal presidente Lino Busà. Ai ‘giochi pericolosi' è infatti dedicato un corposo capitolo del rapporto, in cui sono enumerati i tanti casi di connubio tra mafia e giochi. L'OPERAZIONE DI CASERTA - Il 12 febbraio 2008, sono oltre 40 le persone arrestate per associazione mafiosa dai Carabinieri di Caserta, in una vasta operazione contro il clan La Torre. Le indagini hanno fatto luce su numerose estorsioni ai danni dei commercianti della zona, sull'imposizione di videogiochi agli esercizi pubblici, sul traffico di droga e sulle dinamiche di gestione del sodalizio criminale. Tra gli arrestati ci sono anche appartenenti alle forze di Polizia. Il clan La Torre opera a Mondragone e sul litorale domitio. L'OPERAZIONE DOMITIA - Ma sono i Tavoletta ad avere costruito un vero e proprio impero sui videogiochi. Tutti gli arrestati dell'operazione Domitia (16 aprile 2008) sono indiziati, tra l'altro, di estorsione e illecita concorrenza. La gran parte dell'articolata indagine, infatti, riguarda prima di tutto il 'pizzo' che colpiva ogni bar, ristorante e negozio lungo la Domiziana, e l'intimidazione esclusivamente dedicato a quelle vittime che non dovevano pagare il pizzo ma che dovevano, invece, andarsene. Settore, questo, riservato a due donne, Maria Tamburino e Simona Pedana, madre e figlia, che accanto all'accusa di estorsione hanno quella dell'illecita concorrenza. Rispettivamente moglie e figlia di un pregiudicato ucciso perché vicino ai Tavoletta, rivali dei Bidognetti, le due donne non avevano tradito il clan. Unico a dare le garanzie sul monopolio della gestione del noleggio delle slot (in realtà, nel rapporto si parla ancora di Videopoker ndr). Così con minacce e intimidazioni in nome della loro società Linea Simona, riescono a cacciare dalla Domiziana ben cinque società di noleggio di videopoker di Napoli e Caserta. Tutte pulite, tutte in fuga, senza alcuna denuncia alle forze dell' ordine. Gratta e Vinci NEL MIRINO - Il settore dei giochi e delle scommesse ha grande appeal anche presso malviventi di piccolo calibro, come testimonia l'ennesima truffa dei gratta e vinci scoperta a ottobre nella provincia di Salerno. Gratta e Vinci che, all'apparenza, sembravano come tutti gli altri, con solo una sostanziale differenza: potevi grattare quanto ti pare, non si vinceva nulla. Sono stati 171mila i ticket fasulli sequestrati, diffusi a Salerno e in provincia, a rischio in Costiera Amalfitana, Cilento, Agro Nocerino-Sarnese, Irno ed il capoluogo. I militari li hanno rinvenuti nell'appartamento di un quarantanovenne già noto alle forze dell'ordine. Da alcuni scatoloni sono spuntati i gratta e vinci fasulli perchè mai riconosciuti dai monopoli di Stato. ‘Crazy Casino', ‘Lancio Magico', ‘Super Slot', "Milionaire', alcuni dei nomi dei ticket beffa, divisi in tagli da uno, due e cinque euro. Le vincite promesse, almeno stando al regolamento riportato sul retro, ammontavano fino a centomila euro. L'importo delle vendite dei biglietti, sarebbe stato diviso al cinquanta per cento, in danno dei giocatori, tra il ricettatore e i commercianti. Un affare a più zeri, capace di fruttare, per i soli 171mila gratta e vinci sequestrati, quasi quattrocentomila euro, a fronte dei pochi spiccioli che bar, edicole e tabacchi riescono a spuntare dallo Stato sulla percentuale dei biglietti venduti. L'ipotesi su cui gli investigatori stanno lavorando è che il giro d'affari sia decisamente più ampio. Le indagini erano partite lo scorso mese di gennaio quando i militari intercettarono tre persone, tutte con precedenti penali, che trasportavano 400mila tagliandi falsi ed attrezzature informatiche per le lotterie istantanee. I successivi accertamenti hanno messo i carabinieri sulle tracce del 49enne, ritenuto uno dei tanti tentacoli di una rete ben più ampia e capillarmente diffusa sul territorio. Si cerca ora la ‘base operativa', la centrale cioè della produzione dei tagliandi destinati, prevalentemente, ai clienti anziani, meno sensibili al richiamo delle ‘marche' più pubblicizzate e più inclini a decurtare qualche soldino dalla pensione per tentare la sorte. SLOT SENZA VINCITA - Qualcosa di simile è successo con due slot-machine nel marchigiano, cui si poteva giocare anche per ore, senza vincere nulla. La truffa scoperta dalla Guardia di Finanza, in collaborazione con i Monopoli di Stato, riguarda due macchinette trovate in due esercizi pubblici di Civitanova Marche e Camerino. Una vera e propria truffa ai danni dei giocatori, che ha polverizzato migliaia di euro ai malcapitati giocatori, ignari del fatto che la mancata vincita non dipendeva dalla sfortuna, ma da un piano ben studiato.
amr - 11/11/2008 - 16:18
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