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DECRETO SALVA-IPPICA: AS.TRO SI SCHIERA PER RICONOSCIMENTO DEI GESTORI

decreto salva-ippica: as.tro si schiera per riconoscimento dei gestori

Prosegue la dura presa di posizione dell'associazione AS.TRO nei confronti del provvedimento che sottrarrà risorse al settore delle new slot per porre rimedio alla crisi dell'ippica. Il presidente AS.TRO Massimiliano Pucci ha inviato agli iscritti una lettera sui  recenti sviluppi in ambito parlamentare, che vedono l'innalzamento del Prelievo Erariale Unico previsto per le newslot, oltre agli obiettivi per il prossimo e immediato futuro.
"In 40 giorni abbiamo assistito al progetto di eliminare le slot per sostituirle con le VLT (iniziativa che avrebbe cancellato sia le aziende di gestione che le imprese di costruzione); al tentativo di disintegrare il funzionamento delle slot, modificandone i software di pagamento (iniziativa che avrebbe creato il caos sia all'interno della filiera di gestione che in quella della produzione); infine all'approvazione dell'aumento del P.R.E.U. per salvare l'Ippica (provvedimento che aggrava le condizioni del gestore)".
Pucci segnala che in tanti che "continuano a chiamarmi per organizzare una protesta di Piazza e io rispondo che lo 0.7% di aumento del P.R.E.U., destinato a salvare l'Ippica, è un duro colpo ai ricavi del gestore, ma potrebbe non bastare per farci fuori. Oggi assistiamo ad un riconoscimento implicito del nostro lavoro, perché alla nostra opera viene abbinato il salvataggio di un comparto storico che gode di grande tradizione. Sta a noi trasformare questa realtà in un formale e giuridico riconoscimento della figura imprenditoriale del gestore".
Secondo AS.TRO la slot incassa per merito del gestore, e gli attuali margini di resa non ne consentono quella sopravvivenza a cui oggi si lega la sorte anche di altri soggetti. Pucci spiega perché:
Con il P.R.E.U. al 12,7% infatti,
a) Solo l'11,5% del volume di gioco è destinato alla copertura degli elevatissimi costi di tutto il sistema e alla complessiva remunerazione di una filiera composta da: Concessionari di rete, gestori proprietari degli apparecchi, pubblici esercenti custodi delle slot.
b) Gli oneri finanziari e i costi connessi all'esercizio di una slot diventeranno insopportabili, perché tutto il sistema si regge solo per il delicato equilibrio venutosi a creare tra le esposizioni (contratte per lo start up di un sistema lecito e legale antagonista di quello criminale e sottratto ad imposizione) e le aspettative di "normalizzazione" del settore.
c) L'acquisto dei congegni comma sei A, necessari per l'obbligatorio ricambio del parco macchine diventa impossibile. E' evidente, infatti, che un aumento del P.R.E.U. in un contesto diverso, caratterizzato da slot già acquistate, pagate e idonee a durare per almeno cinque anni non avrebbe avuto un impatto così devastante; oggi, pertanto, inasprire la pressione fiscale significa colpire il gioco lecito e rinforzare la competitività delle offerte illegali di gioco.
Basta leggere i lavori parlamentari relativi alla legge finanziaria per il 2006 (dove si abbassava il P.R.E.U. al 12%) per capire come le priorità di salvaguardia dell'ordine pubblico e della performance erariale possono essere perseguite solo garantendo una resa d'esercizio al sistema del gioco lecito, che lo mantenga antagonista competitivo del GIOCO ILLECITO.
E' chiara quindi la linea di AS.TROsulla vicenda: "Metteremo in campo ogni sforzo per dimostrare al Governo: che il gestore ha pagato il caso Biella, buttando milioni per cambiare macchine che qualcuno (forse) ha sbagliato a certificare e omologare; che il gestore ha pagato il caso Venezia, buttando milioni per cambiare macchine che qualcuno ha sbagliato (forse) a certificare e omologare; che il gestore è chiamato oggi a pagare la messa in sicurezza del sistema del gioco lecito attraverso la sostituzione coatta del parco macchine, realizzando il terzo ricambio delle slot in quattro anni; che non risponde a equita' e intelligenza spremere degli imprenditori che hanno garantito l'affluenza di miliardi di euro nelle casse dell'Erario; che la "spremitura" della categoria non può più essere perpetrata in un contesto dove, per giunta, ci si ostina a negarle il riconoscimento del proprio status".
AS.TRO trova anche della valide alternative per aiutare l'Ippica: "Le risorse possono essere reperite (almeno in porzione significativa), senza cadere nella tentazione di risolvere ogni problema aumentando le tasse; che se proprio devono essere le slot a immolarsi per salvare l'Ippica, tuttavia, non si è mai visto un settore chiamato a salvarne un altro, senza neppure dare atto del sacrificio che si pretende, e senza neppure prendere in esame forme di attenuazione delle conseguenze connesse al sacrificio, che se proprio deve essere la gestione delle slot a garantire l'Ippica, occorrerà pensare a come garantire al gestore quella sopravvivenza da cui dipende, per l'appunto, anche la sorte dell'Ippica", spiega Pucci.
Torna centrale il ruolo del gestore: "Non potremmo mai ottenere le minimali misure di attenuazione del danno provocato dall'aumento del PREU, e cioè: il credito di imposta necessario per l'acquisto delle apparecchiature comma sei (a); il riconoscimento tributario delle perdite dovute ai margini di default delle componenti meccaniche (in virtù dei quali si danno per raccolte monete che in realtà non sono state introitate dal congegno); l'eliminazione delle percentuali imposte dalle banche per la trattazione delle monete (da un minimo dell'1% sino a commissioni del 3%).

ca - 07/11/2008 - 18:25
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