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Nonostante sia recente la liberalizzazione che ha interessato il mercato del gioco in Italia, il livello di concorrenza è già molto forte. Nel 2007, ricorda lo studio condotto da Marco Felice Baranzelli sul mercato italiano del gioco, il governo italiano ha rilasciato concessioni per 14.000 nuovi punti scommesse e nominato 38 nuovi concessionari per il gioco online. L'offerta di gioco è articolata su 3.113 agenzie di scommesse sportive e ippiche; 12.115 punti scommesse sportive e ippiche; 1.500 licenze telematiche che offrono scommesse sportive; 15'000 punti per lotterie; circa 225.000 (invero circa 400'000 contando anche quelle non ‘ufficiali') new slots. Le c.d. ‘new slots' sono slots posizionate al di fuori dei casinò ovvero nei bar, tabaccai, chioschi, sale bingo, agenzie di scommesse, sale giochi e sono il segmento di business più promettente e che rischia di rompere definitivamente gli equilibri all'interno del mercato del gioco. La recente liberalizzazione è stata presentata dagli operatori come un promettente inizio verso una completa ridefinizione dei rapporti competitivi all'interno del mercato. Operatori che si attendono nel breve che nel breve la luce verde per l'introduzione di roulette elettroniche nei bar e la regolamentazione delle Videolottery, due mosse che da sole muterebbero profondamente la struttura del mercato del gioco. IL MERCATO DEL GIOCO IN ITALIA? MOLTO PIÙ PROFITTEVOLE DI ENERGIA E TELECOMUNICAZIONE - Negli ultimi 5 anni l'industria italiana del gioco è cresciuta a tassi elevatissimi. Nel 2007 il mercato italiano del gioco ha totalizzato una cifra d'affari di 42 miliardi di euro e nei prossimi 5 anni crescerà del 20% su base annua raddoppiando al propria dimensione attuale. L'industria del gioco in Italia occupa il 5 posto dopo l'industria automobilistica, il settore energetico, le telecomunicazioni e la meccanica. Ed è la prima industria in termini di sviluppo economico atteso. QUESTIONE DI ATTITUDINE: GLI ITALIANI SPENDONO MOLTO PER IL GIOCO - Nel 2007 gli italiani hanno mediamente scommesso € 1,400 a testa. Un importo da brividi che fa dell'Italia il primo mercato del gioco al mondo per spesa pro capite e siamo solo agli inizi.... Gli italiani hanno la più alta attitudine al gioco per ragioni storiche e sociali: una recente ricerca di mercato mostra che le motivazioni essenziali che spingono al gioco sono sintetizzabili nel desiderio di guadagnare soldi (soprattutto gli uomini che preferiscono cimentarsi alle slot e frequentare casinò) e nel piacere di spenderlo (soprattutto le donne...che preferiscono le lotterie istantanee e enalotto e che sono il target ideale per gli skill games quali sudoku, quiz, cruciverba ecc).
amr - 30/10/2008 - 13:01
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